Piazza Cesare Battisti

Cesare Battisti
(Trento, 1875 – 1916)

Cesare Battisti.

Nato a Trento il 4 febbraio 1875 in una famiglia borghese, partecipò sin da giovane studente alle iniziative giornalistiche che si interessavano alla vita cittadina.

Negli anni 1893-97 frequentò la facoltà di giurisprudenza a Graz e a Vienna, ma contemporaneamente s’iscrisse alla facoltà di lettere di Firenze, dove si laureò con una tesi di geografia sul Trentino. Continuò ad occuparsi di studi geografici e naturalistici, ma presto si dedicò alla politica impegnandosi per la causa trentina: le province di Trento e Trieste rientravano allora nell’impero austro-ungarico e Battisti dedicò la sua vita per ottenere l’autonomia amministrativa del Trentino e la nascita di un’università italiana a Trieste.

Giovanissimo fece sue le idee dell’irredentismo risorgimentale italiano, cioè di quel movimento patriottico che aspirava a completare l’unità nazionale, liberando i territori ancora soggetti al dominio straniero. Infatti, tra le “terre irredente” erano le province di Trento e Trieste, rimaste all’Austria dopo le guerre d’indipendenza combattute dall’Italia.

Con l’obiettivo di far conoscere l’impossibilità di una convivenza del Trentino con l’Austria e di ottenere consensi sul piano politico, fu eletto nel 1911 deputato per il Collegio di Trento alla Camera di Vienna, diventando la personalità politica di maggior rilievo a Trento negli anni che precedettero la prima guerra mondiale. Per questo si battè senza interruzioni, conciliando irredentismo e socialismo.

Già nel 1895 aveva fondato la Rivista popolare trentina, subito soppressa dal governo, e nel successivo 1896 diede vita al settimanale socialista L’Avvenire del lavoratore. Battisti fu, quindi, tra i fondatori del socialismo in Trentino e a lui inoltre fu dovuta la nascita della Camera del Lavoro di Trento.

Scoppiata nel 1914 la prima guerra mondiale, Battisti si stabilì a Milano e avviò un intenso programma in favore dell’intervento italiano contro l’impero austro-ungarico, pubblicando articoli interventisti su giornali e riviste e tenendo comizi nelle maggiori città italiane. Dopo l’ingresso dell’Italia in guerra contro l’Austria (24 maggio 1915), si arruolò volontario negli alpini e col grado di sottotenente partecipò valorosamente ad azioni di guerra, ricevendo decorazioni militari. Fatto prigioniero con altri alpini il 10 luglio 1916 sul monte Corno, fu riconosciuto e sottoposto a giudizio marziale.

Durante il processo non rinnegò il suo operato ma confermò le sue idee a sostegno dell’appartenenza alla patria italiana. Respinse l’accusa di tradimento e si considerò invece soltanto un soldato catturato in azione di guerra. Condannato a morte, fu impiccato il 12 luglio a Trento nel castello del Buonconsiglio.

Le province di Trento e Trieste furono annesse all’Italia alla fine della prima guerra mondiale. La figura di Cesare Battisti fu successivamente sfruttata dalla propaganda fascista e nazionalista italiana, anche allo scopo di operare il processo di italianizzazione del Trentino.

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