Infatti, in un quadrilatero abbastanza contenuto, interamente percorribile a piedi e senza soluzione di continuità, si trovano:
– piazza XX settembre, ricorda la data del passaggio all’Italia, dopo aspro combattimento, della Roma papalina, uno degli appuntamenti più significativi del processo unitario del Paese con la conclusione laica del Risorgimento;
via Giuseppe Di Vagno, ricorda il cittadino di Conversano, primo parlamentare della storia d’Italia vittima del nascente fascismo nel settembre 1921, con la casa natale e i luoghi dove subì i noti attentati (30 maggio 1921);
via Cosimo Conte, dedicata al giovane socialista di Conversano caduto a morte il 30 maggio 1921 nello scontro tra fascisti e socialisti, nel quale trovò la morte anche il diciassettenne studente fascista Emilio Ingravalle;
via Stefano Martino, l’ufficiale dell’esercito italiano di Conversano che fu inviato dai fascisti a combattere in Spagna a sostegno del nascente regime franchista dove cadde in battaglia;
piazza Aldo Moro (già Piazza Carmine), ricorda il leader politico cattolico assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978 perché avrebbe voluto far compiere alla democrazia italiana “bloccata” un passo decisivo verso la “democrazia dell’alternanza”;
via Giacomo Matteotti, dedicata al parlamentare socialista il cui assassinio nel giugno 1924 segnò irreversibilmente la fine dello Stato liberale, la sconfitta della democrazia e la presa del potere da parte del fascismo;
via fratelli Rosselli, ricorda i due esponenti politici italiani, Carlo e Nello, teorizzatori del Socialismo liberale, assassinati dai fascisti in Francia nel giugno 1937;
piazza Cesare Battisti, patriota socialista di Trento, deputato al Parlamento austriaco, che sposò l’irredentismo italiano combattendo a fianco delle truppe italiane e fu impiccato dai soldati austriaci nel 1916;
via Giuseppe Mazzini, si sviluppa da piazza Cesare Battisti ed è dedicata al padre dell’Italia libera e unita;
via e Villa Giuseppe Garibaldi, intitolate all’eroe popolare più amato del Risorgimento italiano, protagonista di episodi centrali che portarono all’unità nazionale;
via Camillo Benso conte di Cavour, intitolata al grande politico del Regno sabaudo che creò le condizioni per cacciare gli Austriaci dalla patria italiana e riunire il Paese, costituendo il Regno d’Italia sotto casa Savoia;
piazza della Repubblica, ricorda il passaggio del Paese, a conclusione del secondo conflitto mondiale (1940-45) e con la sconfitta del nazi-fascismo, alla democrazia repubblicana (giugno 1946).

Dal lato verso il nord, dopo via Matteotti si incontrano:
– parco della Rimembranza, denominazione originaria dell’area occupata dall’attuale giardino, all’interno del quale si ritrova il Monumento ai Caduti con l’annessa via della Vittoria. Nel primo dopoguerra vi era un fitto alberato nel quale ciascuno dei pini presentava una targhetta con inciso il nome di ognuno dei caduti di Conversano nella “Grande guerra”. Tre luoghi che assieme rimandano all‘epopea della Grande Guerra (1915-18);
– piazza della Resistenza, celebra l’epopea della lotta antifascista per la libertà dal nazi-fascismo.
In poche centinaia di metri senza soluzione di continuità è possibile cogliere in uno straordinario unicum i riferimenti più importanti di oltre un secolo di storia nazionale che costituisce, soprattutto a fini didattici, “Un percorso fra storia e memoria” nella Città di Conversano.
Uno spaccato ben condensato della Storia d’Italia che si segnala ai visitatori-frequentatori della Città con un sistema comunicativo altrettanto unitario e ben riconoscibile, costruito non solo per fini didattici.
Il “Percorso” si completa con la storica lapide in onore di Giuseppe Di Vagno, dettata da Filippo Turati, affissa accanto alle altre sulla facciata del Palazzo di Città in piazza XX Settembre.
Un insieme che testimonia, attraverso il richiamo delle figure evocate, la vocazione della Città che all’indomani della caduta del fascismo non esita a proclamare i valori dell’antifascismo e dell’unità nazionale e della Democrazia, strumento fragilissimo, sempre frutto di dure lotte, di sacrifici, del martirio di giovani vite: da quelle che caddero sulla breccia di Porta Pia, sulle nostre montagne e nelle nostre città, alle altre che nei momenti più difficili della Storia hanno avuto il coraggio di combattere la dittatura, di liberare l’Italia dal nemico e di respingere ogni forma di violenza e di terrorismo.

Gianvito Mastroleo
Il progetto, ideato dalla Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)” e condiviso con la Società di Storia Patria per la Puglia – Sezione Sudest Barese, è stato approvato, fatto proprio e finanziato dal Comune di Conversano con deliberazione della Giunta Comunale n. 177 in data 27.10.23 presieduta dal sindaco Giuseppe Lovascio.

Al progetto hanno collaborato: Gianvito Mastroleo, Vito L’Abbate, Paolo Perfido.
Testi biografici: Giovanni Capurso, Antonio Fanizzi, Gero Grassi, Vito L’Abbate, Gianvito Mastroleo.
Ricerca storica: Clementina Fusaro.
Realizzane grafica: Paolo Perfido, Vittorio Dilorenzo, ….
Supervisione istituzionale di Katia Sportelli e Stefania Liverini.

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