Piazza della Repubblica
Nascita della Repubblica Italiana
(Proclamazione, giugno 1946)

La fine dello Stato monarchico sotto casa Savoia e la proclamazione della Repubblica Italiana segnò un passaggio di grande importanza che chiuse il drammatico periodo della seconda guerra mondiale dopo il ventennio fascista. Si avviò nel 1948 la nuova fase della storia dell’Italia contemporanea.
Le tappe che portarono a questo fondamentale passaggio risalgono ad alcune vicende politiche già avviate nel corso deli ultimi anni della guerra di liberazione dall’occupazione nazista del Paese. Infatti, nel 1944 i partiti di sinistra e i comunisti italiani diedero la loro disponibilità a entrare in un governo guidato da Pietro Badoglio, che dopo l’armistizio dell’8 settembre ’43 aveva sostituito Mussolini. Intanto, il re Vittorio Emanuele III accettava di cedere i suoi poteri a suo figlio Umberto allorché Roma fosse stata liberata.
Quando nel giugno 1944 le truppe alleate liberarono Roma, il sovrano nominò suo figlio Umberto II luogotenente del Regno e fu costituito un nuovo governo presieduto da Bonomi, in cui entrarono tutti i partiti del Comitato di Liberazione che stabilirono di convocare, a conclusione della guerra, un’Assemblea Costituente per dare una Costituzione allo Stato e risolvere la questione istituzionale.

Conclusa la seconda guerra mondiale nel ’45, il Consiglio dei ministri approvò con un decreto il “suffragio universale” che riconosceva il diritto di voto anche alle donne e indisse per il 2 giugno 1946 un referendum nazionale per decidere quale forma di Stato – monarchia o repubblica – dare al Paese.
La Repubblica Italiana nacque in seguito ai risultati di quel referendum istituzionale: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, pari complessivamente all’89,08% degli aventi diritto al voto. I risultati furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 10 giugno 1946: 12.717.923 cittadini favorevoli alla repubblica e 10.719.284 cittadini favorevoli alla monarchia. Subito dopo la consultazione elettorale non mancarono scontri provocati dai sostenitori della monarchia, durante i quali si verificarono alcune vittime, come ad esempio a Napoli. Umberto II lasciò volontariamente il paese il 13 giugno 1946, diretto a Cascais in Portogallo.
Nel 1946 furono eletti anche i componenti dell’Assemblea Costituente, che doveva redigere la nuova carta costituzionale e che nella sua prima seduta, il 28 giugno 1946, elesse a capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola.

L’Assemblea Costituente elaborò e approvò la Costituzione della Repubblica Italiana, che entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Nello stesso anno, nel mese di maggio, fu eletto Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che svolse le sue funzioni con un regolare mandato di sette anni.
Per ricordare questo avvenimento, è stata istituita la Festa della Repubblica Italiana, dichiarando il 2 giugno festa nazionale. Con una grande manifestazione che viene organizzata a Roma, dove si svolge una parata militare lungo via dei Fori Imperiali, il Presidente in carica depone una corona d’alloro all’Altare della Patria in omaggio al Milite Ignoto.