Via fratelli Rosselli

Carlo e Nello Rosselli
(Roma, 1899/1900 – Bagnoles de l’Orne, 1937)

Carlo e Nello Rosselli.

I fratelli Carlo e Nello nascono a Roma da una famiglia della borghesia benestante e illuminista. Socialisti e liberali sono uccisi assieme a Bagnoles de l’Orne in Francia nel 1937.

Carlo Rosselli, ufficiale degli alpini e ferito al fronte del primo conflitto mondiale, fu allievo di Gaetano Salvemini e professore universitario. Entrò nella politica aderendo al Partito Socialista Unitario, dopo il delitto Matteotti; nel 1925, soppressa la libertà di stampa, pubblicò il primo foglio clandestino, Non mollare!, quindi, con Pietro Nenni, la rivista Il Quarto Stato.

Bagnoles-de-l’Orne (Francia), Il luogo dove fu consumato il delitto di Carlo e Nello Rosselli.

Organizzò l’emigrazione politica clandestina e, tra le altre, l’evasione di Filippo Turati da Savona alla Corsica in motoscafo, con Parri e Bauer, Sandro Pertini ed altri. Arrestati al ritorno, lui subì una lieve condanna, cui seguì il confino nell’isola di Lipari. Autore di Socialismo liberale, un’opera fondamentale per il socialismo democratico moderno in cui conclude per il rigetto del marxismo e per l’affermazione di un volontarismo guidato dal bisogno della giustizia e della libertà.

Nel 1929, unitamente a Fausto Nitti ed Emilio Lussu, Carlo fugge da Lipari e, via mare, si rifugia in Francia dove fonda e dirige il movimento “Giustizia e libertà”, che presto si diffonde in tutta Europa e del quale egli diviene la figura dominante.

Nel ‘36 accorse in Spagna e, combattendo a fianco degli antifascisti nelle Brigate internazionali, restò ferito a Monte Pelato.

Bagnoles-de-l’Orne (Francia), Monumento commemorativo dei fratelli Rosselli, realizzato da C. Nicoli.

Subì l’espulsione dalla Francia, un processo a Lugano terminato con assoluzione e l’espulsione dalla Svizzera; un arresto a Costanza e l’espulsione dalla Germania, per un altro tentativo di fuga.

Nello Rosselli, anche lui allievo a Firenze di Gaetano Salvemini, fu storico e docente universitario. A differenza di Carlo, orientato verso idee socialiste, Nello è simpatizzante liberale, vicino a Giovanni Amendola. Entrambi antifascisti attivi, subirono numerosi arresti, aggressioni, devastazione dell’abitazione fiorentina, ammonizioni di polizia.

Per Nello Rosselli lo studio della storia è unesigenza positiva per comprendere la situazione italiana. Con lui prende avvio un filone storiografico rilevante, che troverà la propria specificità nell’analisi dei partiti e dei movimenti politici. L’articolo del 1926, Repubblicani e socialisti in Italia dal 1860 ad oggi, già indica il senso della sua ricerca intorno al tema della democrazia nell’ambito di unampia parte della sinistra: socialisti, anarchici, repubblicani.

Secondo Salvemini Nello Rosselli manifesta “diligenza meticolosa nelle ricerche, coscienza di quanto il processo storico sia complesso e sfuggevole, serenità e umanità nei giudizi, ordine e lucidità nella forma”.

Nel 1926 Nello, assieme al fratello Carlo, è arrestato e assegnato al confino nell’isola di Ustica e successivamente a Lipari.

Qualche tempo dopo, di nuovo arrestato e confinato a Ponza, riesce ad espatriare raggiungendo in Francia il fratello Carlo, rientrato dalla Spagna per curarsi a Bagnoles de l’Orne.

Nei pressi della cittadina francese, i due fratelli cadono nell’agguato teso loro dai sicari del gruppo filofascista La Cagoule e sono massacrati a colpi di arma da fuoco e coltellate; mandanti del duplice omicidio, Mussolini e suo genero Galeazzo Ciano, alcuni ufficiali del SIM (Servizio informazioni militari), come ha provato l’istruttoria giudiziaria condotta a Roma nel 1944-45.

Nel rileggere la storia i fratelli Rosselli sono attenti ai problemi politici che lItalia vive in quel momento, ormai dominata dal fascismo, e anche attraverso le riviste e i libri che scrivono e il messaggio politico che emerge dalle loro pagine, in particolare la rivista Il Quarto Stato, cercano di riorganizzare le forze della democrazia italiana. Entrambi hanno ben presente che la questione della democrazia si pone nei termini di una vera e propria ideologia di massa in grado come tale di non separare i ceti medi dalla classe operaia; di fare cioè dell’ideale democratico, al di là delle ragioni di ceto o di classe, il perno su cui organizzare un fronte sociale per salvaguardare la libertà contro la dittatura.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricorda Carlo e Nello Rosselli come “due grandi figure dell’antifascismo italiano, che con il loro coraggioso impegno civile e politico avevano chiamato in tutta Europa alla mobilitazione e alla lotta contro i regimi totalitari, contribuendo a restituire all’Italia la libertà e la democrazia […] e la viva attualità della [loro] visione politica, sintesi feconda fra principi liberali e democratici, nucleo centrale del socialismo liberale”, e auspica che “il rigore e la coerenza con cui testimoniarono i propri ideali continui a rappresentare un esempio, soprattutto per le giovani generazioni […]”.

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