Via Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini
(Genova, 1805 – Pisa, 1872)

Giuseppe Mazzini.

Patriota, politico, filosofo italiano, fu tra i protagonisti del periodo risorgimentale che portarono all’unità nazionale. Le sue idee e la sua azione politica contribuirono in maniera decisiva alla formazione dello Stato unitario. Egli è considerato a buon diritto uno dei “padri” della patria.

Convinto della necessità della partecipazione popolare per conseguire gli effetti della democrazia, Mazzini propugnò l’idea di un paese unito, indipendente e repubblicano, e per questo partecipò ai moti risorgimentali e organizzò rivolte contro i sovrani degli Stati italiani. Avendo subito condanne in diversi tribunali d’Italia e sostenendo l’istituzione repubblicana contro la monarchia sabauda dopo il conseguimento dell’unità, fu costretto alla latitanza e all’esilio all’estero fino alla morte, avvenuta a Pisa il 10 marzo 1872.

Laureatosi in diritto civile e in diritto canonico, non esercitò la professione di avvocato ma cominciò presto a pubblicare articoli presso l’Indicatore genovese, giornale poi soppresso dalla censura, e nel 1827 entrò nella Carboneria.

Per la sua attività cospirativa fu arrestato su ordine di Carlo Felice di Savoia e detenuto tra il 1830 e il 1831. In quel periodo ideò e formulò il programma di un nuovo movimento politico, chiamato Giovine Italia, che organizzò nel 1831 a Marsiglia, dove si era rifugiato in esilio.

La sua aspirazione, a cui dedicò tutte le energie della sua esistenza, era quella di riunire gli Stati italiani in un’unica repubblica, sola condizione possibile per la liberazione del popolo italiano dagli invasori stranieri. In sintesi, il suo obiettivo era: «Costituire […] l’Italia in Nazione Una, Indipendente, Libera, Repubblicana».

Dopo un soggiorno in Svizzera, nel 1837 cominciò il lungo soggiorno a Londra che durò fino al 1868, dove Mazzini raccolse attorno a sé altri esuli italiani e persone favorevoli al repubblicanesimo. In quegli anni fondò altri movimenti politici per la liberazione e l’unificazione di vari Stati europei: la Giovine Europa, fondata nel 1834 a Berna in accordo con altri rivoluzionari stranieri, aveva tra i suoi principi ispiratori la costituzione degli Stati Uniti d’Europa. Le idee mazziniane furono perciò di grande importanza nella definizione dei moderni movimenti europei per l’affermazione della democrazia attraverso la forma repubblicana dello Stato.

Dopo il fallimento dei moti del 1848, durante i quali Mazzini era stato a capo della breve Repubblica Romana, si avviò il movimento di riunificazione dell’Italia sotto la guida del Regno di Sardegna. Nacque quindi nel 1861 lo Stato italiano, ma la natura politica del nuovo regno era ben lontana dalla repubblica vagheggiata da Mazzini e dalle riforme sociali da lui auspicate.

Nel 1866 Mazzini, benché si trovasse esule a Londra perché sul suo capo pendevano due condanne a morte inflittegli al tempo del Regno di Sardegna, fu eletto deputato al nuovo Parlamento italiano, carica che egli rifiutò per non dover giurare fedeltà allo Stato sabaudo. Infatti, non accettò mai la monarchia e continuò a lottare per gli ideali repubblicani.

Nel 1870, essendo state amnistiate le condanne, Mazzini poté rientrare in Italia e si dedicò subito all’organizzazione di moti popolari con lo scopo di abbattere lo Stato Pontificio. Arrestato a Palermo e nuovamente esiliato, riuscì poi a rientrare nel 1872 a Pisa, dove morì nel marzo dello stesso anno.

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